//Il pollo…è fritto

Il pollo…è fritto

 

L’abbiamo mangiato tutti almeno una volta nella vita. A tavola il venerdì sera o sul divano guardando giocare la squadra del cuore o ancora alle sei del mattino nel fast food h24 sotto casa dopo una serata spinta in discoteca. Avete capito di cosa sto parlando? Il pollo fritto ovviamente.

Piatto simbolo della parte meridionale degli Stati Uniti D’America, ora il “fried chicken”  è diffuso in tutto il mondo in forme, panature e abbinamenti diversi.

 

In America amano friggere grossi pezzi

di pollo, preferibilmente cosce, sottocosce e alette. Dopo averli lasciati ammorbidire per una notte nel latticello, buttermilk, che in Italia possiamo sostituire con un mix di yogurt magro, latte e succo di limone, i tocchi di pollo vengono passati nella farina, nell’uovo e in un pangrattato molto grossolano che una volta fritto, ovviamente nel burro, raggiunge una croccantezza tale da contrastare l’estrema morbidezza della carne.

In Oriente invece si è solito ridurre la carne in piccoli pezzi da mangiare in un sol boccone. Nonostante anche i Giapponesi marinino la carne, tuttavia lo scopo è diverso: non intenerire ma insaporire attraverso l’utilizzo di salsa di soia, zenzero, peperoncino e salsa di pesce per esempio. La panatura è differente: niente uovo, niente pangrattato. Solo farina 00 o di riso. Immerse nell’olio di arachidi, dunque, queste carni rimarranno pallide e morbide. Alcuni amano glassarle con una riduzione agrodolce e servirle con i semi di sesamo tostati.
C’è poi, sempre in Giappone, un particolare tipo di pangrattato, detto panko, più soffice perché non disidratato, che gonfia ulteriormente il fritto rendendolo ancora più croccante. Non solo in Asia ma ormai anche nelle

cucine più gourmet di tutto il mondo, viene adoperato per friggere qualsiasi cosa.

Arriviamo in Europa. Qui il pollo lo amano fritto in pezzi piccoli. Striscioline o dadi impanati e fritti in olio di semi d’arachidi sono all’ordine del giorno nella maggior parte dei ristoranti.

Abbinati a ketchup, maionese ma anche tzatziki, paprika e salsa bernese.
Solo l’Inghilterra si discosta dalla massa, riproponendo la ricetta americana. Molte volte, poi, si tende a sostituire il classico pane, con i cornflakes, dolciastri e molto croccanti.

 

Noi da LasaGnaM proponiamo gli ormai noti nuggets. Lanciati da McDonald’s ora sono riproposti anche dalle casalinghe italiane. La panatura è classica. E ancora le ali che vengono fritte e poi glassate con la salsa barbeque. Nonostante siano appiccicose, debbono essere doverosamente divorate con le mani.
L’importante, come sempre, è la temperatura dell’olio che non deve andare oltre i 180 gradi. Se l’olio è troppo caldo brucia l’esterno della carne, lasciandola cruda al cuore.
Possono essere ordinati da soli, oppure insieme a polpettine e patate all’interno di un cestino di fritti molto goloso.

 

 

By | 2017-09-13T12:54:32+00:00 28 luglio 2017|Categories: Curiosità|Tags: , , |0 Comments

About the Author:

Classe 1999. Studentessa del Liceo Classico Virgilio di Roma, mi scopro gourmet all’età di dodici anni dopo una cena illuminante a una delle tavole più stellate della scena capitolina. Da lì in poi è tutto in viaggio senza sosta a caccia di nuovi sapori e combinazioni che racconto, giorno per giorno, sulla pagina Instagram, aperta da appena un anno, Hedyphageticae.

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