//Una lasagna in strenua inertia

Una lasagna in strenua inertia

Il riposo e l’attesa sono fondamentali nella vita così come nella cucina. La calma e la pazienza sono due ingredienti insostituibili che rendono più gustoso e complesso, non solo il vivere, ma anche il mangiare. Dalla lasagna, alla parmigiana di melanzane, fino alle zuppe e a dolci, quali pastiera e cheesecake, il tempo di attesa è cruciale. Gli ingredienti devono conoscersi, dialogare, scambiarsi emozioni e pareri.

C’è un motivo per cui la pasta frolla, l’impasto della pizza o delle crepes, creme e ganache, riposano e lievitano per lungo tempo. E per di più, maggiore è il tempo di stasi, migliore è il gusto e il risultato finale. Il riposo del cibo può essere paragonato alla “strenua inertia” oraziana, per cui ogni preparazione, seppur apparentemente ferma e pietrificata, è in continua trasformazione e fermentazione. Tale fermentazione avrà esito positivo solo se controllata e seguita attentamente: non si può lasciare la parmigiana, la lasagna o una torta all’aria aperta troppo a lungo, specialmente nei periodi caldi. Ogni processo di riposo deve essere sottoposto a continui controlli e verifiche…guai se ammuffisce!

Questo discorso vale tanto per il prima quanto per il dopo cottura. Le relazioni che si instaurano fra gli ingredienti nudi e crudi sono assai diverse da quelle fra semilavorati. Il ragù, la besciamella, la pasta fresca, una volta associati, combinati assieme e cotti, avendo nuovamente mutato struttura e sapore, vanno lasciati liberi.

Proprio per questo, consigliamo calorosamente di far riposare le lasagne, dopo averle cotte. La pasta e il sugo troppo caldi, non esprimono tutta la loro bontà. Per sfruttare al meglio le potenzialità che una dignitosa lasagna può offrire bisogna lasciarla riposare in modo che si rilassi dopo lo stress della cottura, si ambienti e si rapporti alle nuove temperature.

Il tempo di riposo varia al variare del condimento della lasagna stessa e della stagione in cui si trova ad essere servita. Per lasagne con sughi forti a base di cacciagione e di formaggi stagionati consigliamo una decina di minuti di riposo: il prodotto non deve ustionare il palato. Tuttavia è impensabile che lasagne così invernali possano essere mangiate tiepide: devono in qualche modo scaldare dal freddo glaciale del clima esterno! Mentre per lasagne dai gusti più delicati e primaverili a base di pesce, carne bianca e verdure è preferibile un riposo più prolungato, attorno ai 20 minuti.

Questo, almeno, è quello che che pensiamo noi. Intervistando alcuni clienti abbiamo constatato che la maggior parte di loro condivide la nostra opinione, mentre un discreto numero, dogmaticamente, si oppone.

 

 

By | 2017-05-26T14:10:13+00:00 26 maggio 2017|Categories: Curiosità|0 Comments

About the Author:

Classe 1999. Studentessa del Liceo Classico Virgilio di Roma, mi scopro gourmet all’età di dodici anni dopo una cena illuminante a una delle tavole più stellate della scena capitolina. Da lì in poi è tutto in viaggio senza sosta a caccia di nuovi sapori e combinazioni che racconto, giorno per giorno, sulla pagina Instagram, aperta da appena un anno, Hedyphageticae.

Leave A Comment

Utilizzando il sito, accetti l'utilizzo dei cookie. +Info

Utilizzo dei Cookie

Il sito di LasaGnaM utilizza cookies per fornire una migliore fruizione dei servizi e una semplice esperienza di navigazione.

I seguenti dati sono raccolti per svolgere il sovraesposto scopo:
Contact Form - nome/email - utilizzo del servizio
Google Analytics - dati generici di traffico sul sito in forma anonima

Continuando a utilizzare questo sito o cliccando su "Accetta" permetti il loro utilizzo.

Privacy Policy: EU Cookie - ePrivacy Directive

Chiudi